Tutto pronto in Brasile per l’apertura di Rio 2016

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Rio 2016, i padroni di casa del Brasile

Il Brasile, prima nazione sudamericana nella storia a vedersi assegnare l’organizzazione dei Giochi Olimpici, è attualmente compreso tra i dieci paesi più ricchi del mondo, ma si trova solo al 29esimo posto per quanto riguarda lo sviluppo umano.

Una delle contraddizioni, insieme alle proteste che si sono avute all’interno delle “favelas” ed alla divisione dei cittadini brasiliani sulla presidentessa Dilma Roussef, che hanno fatto definire le Olimpiadi di Rio, “i Giochi di un gigante profondamente fragile”.

Dal giorno della cerimonia di apertura però, e per i seguenti 15 giorni, tutto il paese cercherà di concentrarsi esclusivamente sugli sport e sugli atleti che parteciperanno alle gare, il meglio che possa fornire il mondo intero, salvo rare eccezioni.

I giochi sono stati contestati in quanto la spesa prevista è stata superata del 51%, proprio in concomitanza con una contrazione dell’economia dell’8% negli ultimi 2 anni. Ed anche il Cio ha dovuto ammettere che dalle sue casse sono usciti svariati fondi prestati al Brasile per consentire di concludere la preparazione di impianti ed infrastrutture.

Rio 2016, il primo giorno di gare subito una buona possibilità per l’Italia

Il ciclismo apre le ostilità subito nel primo giorno delle Olimpiadi, e per l’Italia c’è immediatamente la possibilità di puntare alla medaglia d’oro, su un percorso che sulla carta è particolarmente adatto agli scalatori, ed in particolare agli scattisti, come sono Aru e Nibali, piuttosto a chi sale in progressione, come il britannico Froome, recente vincitore della “Grande Boucke”.

Diversamente dal mondiale su strada, le squadre nazionali alle Olimpiadi possono schierare un massimo di cinque corridori ciascuna e quindi le tattiche saranno completamente diverse, come ha spiegato anche il CT Cassani.

La gara si correrà sulla distanza di 273 chilometri, e vedrà in partenza 4 giri del circuito detto “Grumari”, a cui ne seguiranno tre del circuito di Vista Chinesa, con l’ultimo scollinamento che
avverrà quando mancheranno solom10 chilometri allo striscione dell’arrivo. Dal punto di vista dell’altimetria il secondo circuito è quello più duro perché gli strappi sono più lunghi e raggiungono punte massime che si avvicinano al 20%, ma anche nel primo circuito ci sono tratti molto difficili anche se brevi.

Una gara che la formazione azzurra deve tenere sempre sotto controllo, anche perché in ogni olimpiade ci sono sempre degli outsider che possono mettersi in luce. In particolare gli italiani dovranno guardarsi dallo spagnolo Valverde.

Rio 2016 i portabandiera delle varie squadre

Negli ultimi giorni anche le delegazioni ritardatarie hanno deciso chi sarà il loro portabandiera nella cerimonia di apertura. Così gli Stati Uniti, mediante una votazione tra gli atleti hanno insignito dell’onore un nuotatore, Mike Phelps, mentre i britannici hanno premiato lo scozzese Andy Murray, vincitore del singolare a Londra e chiamato a difendere il titolo dalle mire di Nole Djokovic, dall’unica vittoria che gli manca in carriera.Rio-2016

L’Italia ha scelto Federica Pellegrini, arrivata a fine carriera e plurimedagliata nelle precedenti edizioni. Una donna anche per il Brasile; i padroni di casa hanno affidato la designazione ad una votazione “on-line”, che ha visto al primo posto una penthatleta, Yane Marques, seconda donna nella storia brasiliana dopo Sandra Pires.

Onore affidato al tennis anche per la Spagna, con Rafa Nadal e per la Danimarca con Carolina Wozniacki, mentre la Svizzera, a distanza di quattro anni, ha confermato la ginnasta Giulia Steingruber una delle grandi favorite della vigilia per le medaglie. La Francia ha scelto un judoka, Teddy Riner, che ha prevalso sull’altro papabile, il cestista Tony Parker. Scelto anche il portabandiera russo, l’espertissimo 40enne pallavolista Sergey Tetyukhin.

Rio 2016, Usain Bolt alla ricerca del terzo triplete

Lo sprinter giamaicano, sicuramente l’atleta migliore della velocità negli ultimi 10 anni e detentore dei record del mondo, tenta per la terza volta consecutiva di vincere tre medaglie d’oro nelle gare di sprint, con i 100 metri, i 200 metri, e la staffetta 4×100.

Una missione niente affatto facile, vista l’estrema concorrenza, specialmente nella distanza più breve, ed il fatto che lo stesso Bolt sia stato vittima di un infortunio, poi superato, due mesi prima delle Olimpiadi. Nella staffetta poi c’è da considerare l’incognita rappresentata dai “cambi”, con le squalifiche sempre in agguato. Certamente una terza vittoria in tre gare consegnerebbe per sempre Bolt alla storia dell’atletica e dello sport in generale.

Suggerito da: Rio 2016 sport.sky.it/sport/olimpiadi/rio-2016.html

AlessandraConti

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