Dai risultati del referendum costituzionale dipende il futuro del PD

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Ormai è inutile negarlo e gli analisti sono tutti concordi in questa analisi: i risultati referendum incideranno non soltanto sulla Costituzione, ma anche sugli equilibri interni al PD, tanto che secondo alcuni questo, più che un referendum costituzionale si è ormai trasformato in un referendum interno al PD, con Renzi e la minoranza interna che chiedono alla propria base di scegliere da che parte stare. Il livello dello scontro ormai è altissimo, nonostante la lettera di Bersani a La Repubblica, in cui l’ex segretario del partito invita tutti ad usare toni più pacati.

Ormai è scontro aperto tra Renzi e la minoranza “dem”.

La settima Leopolda ha segnato un cambio di passo deciso di Matteo Renzi, il quale nel corso del discorso che ha chiuso la kermesse ha potuto prima fare sfoggio dell’accordo raggiunto con Cuperlo e poi ha duramente attaccato Bersani e gli altri big della minoranza, lasciando che la platea ne chiedesse a gran voce l’uscita dal partito.

Ormai è chiaro che dai risultati del referendum dipenderanno anche i nuovi rapporti di forza all’interno del PD. Renzi ha attaccato direttamente Bersani, ricordando come Sanders in USA abbia appoggiato la Clinton dopo aver perso le primarie: chiaro riferimento al fatto che nel PD, nonostante Renzi abbia preso il controllo del partito, la minoranza sembra agire per defenestrarlo.

Bersani risponde a stretto giro

La replica dell’ex segretario, impegnato in un tour a favore del “no”, ha replicato sia a Renzi sia al pubblico della Leopolda, che ha chiesto a gran voce la sua cacciata. L’ex segretario ha affermato senza giri di parole e senza le metafore a lui tanto care, che qualsiasi siano i risultati del referendum, lui non lascerà il partito che ha contribuito a fondare e che considera ancora casa sua, concetto che ha ribadito più volte.referendumottobre-600

Bersani ci ha poi tenuto a rimarcare il fatto che la sua decisione di votare “no” non dipende da una malcelata volontà di defenestrare Renzi, ma dalla convinzione che la riforma costituzionale proposta sia sbagliata e che il partito, così come viene gestito, è destinato alla rovina nel giro di breve tempo.

Ma cosa ha detto di preciso Renzi?

Quello in atto nel PD ha ormai tutti i crismi di una lotta per la leadership e a certificarlo è stato Renzi stesso, secondo cui la minoranza spera in una vittoria del “no” per poter sfruttare i risultati del referendum e tornare a guidare il partito.

Questa, secondo il premier-segretario è l’ultima occasione per D’Alema e Bersani. Il premier ha ricordato come dai risultati del referendum dipenda anche il destino del partito e ha avuto parole di fuoco per D’Alema, accusato di non essere stato in grado in tanti anni di partorire una riforma costituzionale.

Parole dure anche per Bersani, accusato di aver votato la riforma in sede parlamentare e di aver poi cambiato incredibilmente idea, mettendosi alla testa dei comitati per il “no”.

Il PD è destinato all’implosione?

Quello che molti elettori si chiedono è se i risultati del referendum, a prescindere dalla vittoria di uno o dell’altro fronte, porteranno all’implosione del PD. Fare una previsione è difficile, ma non c’è dubbio che la partita che si sta giocando è quella decisiva all’interno del partito più importante e di peso della maggioranza di governo.

Se vince Renzi si può dire che la stagione di Bersani e D’Alema è ormai conclusa, mentre se Renzi dovesse perdere il referendum gli scenari che si andrebbero ad aprire sarebbero dominati dalla più totale incertezza anche per il paese.

AlessandraConti

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